L’incubo Covid non sembra affatto essere finito. Ad oggi sono le varianti a preoccupare la popolazione e gli scienziati. Principalmente tre le varianti riconosciute: quella inglese, quella brasiliana e quella sud-africana. La variante inglese Covid è però quella che incute maggior timore poiché sembrerebbe diffondersi con più velocità rispetto alle altre. Quali sono le cause? Ad approfondire la questione ci pensa uno studio americano, secondo il quale, da un confronto con il ceppo originario di Sars-CoV-2, la variante B.1.1.7 avrebbe una durata e un’intensità di spargimento virale molto più intensa.

Proprio quando riuscire ad intravedere una luce in fondo al tunnel, ecco apparire le varianti. Si tratta di mutazioni del ceppo originario del virus Sars-CoV-2.

Variante inglese Covid: lo studio americano

Lo studio condotto dall’Università di Harvard ha permesso di comprendere con ancora maggiore chiarezza che, la variante inglese Covid B.1.1.7 sia più pericolosa di quella originaria. La sua capacità di diffusione è circa del 50% superiore a quella prevista per il ceppo Sars-CoV-2. Gli studiosi hanno potuto appurare, in seguito ad alcuni esami che, la maggiore preoccupazione destata dalla variante inglese sia dovuta al fatto che quest’ultima comporterebbe un maggiore decorso dell’infezione. Sottoposta all’indagine degli studiosi americani sono alcuni fattori indicativi. Tali fattori sono: durata e capacità di spargimento dell’infezione. Il riscontro prevede dati molto più critici per quanto concerne la variante inglese Covid.

L’analisi dei tamponi

Dall’analisi dei tamponi è emerso che, su 65 soggetti infetti, 7 di essi riportava la contrazione del virus in variante inglese. In questi casi, è stato notato che la fase della proliferazione del virus era di circa 5 giorni, rispetto ai 2 giorni registrati per il ceppo originario. In più è stato riscontrato che la durata complessiva della malattia si aggirerebbe intorno ai 16 giorni. Tutto ciò, a dispetto dei 9 giorni caratterizzanti il decorso per il ceppo Sars-CoV-2.

Variante inglese Covid: le ipotesi finali

Se inizialmente si era ipotizzato che la maggiore pericolosità della variante inglese fosse causata da una maggiore carica virale, ora le carte in tavola sembrano cambiare. Lo studio americano ha rivelato che la carica virale della nuova variante non discosta di molto da quella originaria. Piuttosto si è ipotizzato che la maggiore pericolosità di questo ceppo di Covid sia dovuta ad una maggiore durata dell’infezione. Tale ipotesi conduce ad una conclusione che non fa ben sperare. I malati di Covid che hanno contratto la variante inglese potrebbero continuare ad essere contagiosi anche dopo essere considerati guariti dalla malattia.

3 pensiero su “Variante inglese Covid: diffusione più veloce”

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