Terrorismo. La Polizia di Stato ha fermato un cittadino algerino di 36 anni per il reato di partecipazione a organizzazione terroristica. Il provvedimento di Fermo della Dda di Bari scatta dopo accurate indagini. Queste hanno accertato che l’uomo ha svolto un ruolo attivo durante gli attacchi terroristici avvenuti a Parigi. Ci si riferisce all’attacco al Bataclan, Stade de France e ai I, X e XI arrondissement il 13 novembre 2015. Sempre secondo le indagini fu lui a fornire i documenti contraffatti necessari agli uomini della cellula terroristica.

Gli arresti per terrorismo in Italia continuano a crescere.

L’arresto per terrorismo

Nel fermo si legge che l’uomo è infatti sospettato di aver fornito documenti contraffatti agli esecutori materiali degli attentati parigini. Già detenuto nel carcere di Bari per possesso di documento falso la sua scarcerazione era prevista per il 19 giugno prossimo.

Stando a quanto confermato dalle indagini compiute sul territorio nazionale, e in collaborazione con gli organi investigativi internazionali, l’uomo avrebbe alte responsabilità di terrorismo. Coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Giannella e dal Pubblico Ministero Federico Perrone Capano, il fermato Athmane Touami, alias Tomi Mahraz con i fratelli Lyes e Mehdi Touami farebbe parte di un’estesa cellula terroristica attiva su più territori europei.

L’episodio

I fratelli Touami con la compartecipazione di Hamid Abaaoud Abdel, deceduto in Francia il 15 novembre proprio del 2015, con Khalid Zerkani e altri complici non ancora identificati ma sospettati di operare in Belgio, Italia, Algeria, Spagna e Siria avrebbe fatto parte di una cellula terroristica dello Stato Islamico.

All’interno della disposizione di fermo per il reato di partecipazione a organizzazione terroristica compare che il nome dei tre fratelli “risultano in connessione, sin dal 2010, con alcuni soggetti successivamente coinvolti in attentati terroristici avvenuti nel 2015 e 2016”.

Viene accusato, insieme ai fratelli, di esser rimasto in contatto operativo con le cellule terroristiche di matrice islamica collegate all’ISIS. Questi avrebbe fornito supporto alle attività criminose dei gruppi e disponibilità di documenti contraffatti.

Terrorismo e strage di Bataclan

Nel 2015 l’algerino di 36 anni era stato fermato a bordo di un treno Parigi-Milano. Era in possesso di carte d’identità false rilasciate dalla rete belga denominata Catalogue. Questa era la stessa che avrebbe fornito di identità contraffatte tutti gli attentatori del Bataclan. A pochi giorni di distanza dall’attentato ovvero il 20 novembre 2015 la polizia durante una perquisizione a casa del fratello Mehdi Touami trovò una borsa. Questa è ricollegabile al 36enne algerino contenente altri documenti falsi. In particolare: sette cellulari e diverse memorie digitali contenenti foto e video collegabili all’Islam radicale di matrice terroristica.

La Dda di Bari: le ipotesi

Secondo la Dda di Bari il ruolo dell’algerino e dei suoi fratelli era proprio quello di esperto logistico. Ma non solo, anche di ente di supporto per le cellule terroristiche attive. Il fermato, insieme ai suoi fratelli, ha una carriera criminale alle spalle iniziata come semplice borseggiatore a Bruxelles. I suoi precedenti continuano con la specializzazione nell’attività di ricettazione e falsificazione di documenti contraffatti.

Considerazioni finali

Sarebbe in quel periodo che secondo gli inquirenti è avvenuta la radicalizzazione religiosa del giovane e dei suoi fratelli. Questo soprattutto perché erano in forte connessione e contatto con soggetti come: Amedy Coulibaly. Questi sarà poi coinvolto nel sequestro di persona all’interno di un supermercato kosher di Parigi. Ma anche Chérif Kouachi, alias Abou Essen ovvero uno degli esecutori materiali degli attentati alla rivista Charlie Hebdo- Fino ad arrivare a Akrouh Chakib e Abdel Hamid coinvolti negli attentati del 13 novembre 2015.

Dati i numerosi coinvolgimenti e il supporto attivo dato ai terroristi internazionali la Dda di Bari ha disposto il fermo. Questo per impedire che il sospettato, una volta scarcerato, si desse alla fuga e potesse così far perdere le proprie tracce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *