Situazione Covid a Londra. Il bollettino delle vittime per Covid in Gran Bretagna registra un notevole miglioramento, zero vittime nella capitale.

Da sei mesi non accadeva, ma il bollettino delle vittime per Covid in una Gran Bretagna in lockdown serrato finalmente migliora in modo notevole registrando zero vittime nella Capitale.

Probabilmente dovuto alla grande campagna di vaccinazione in corso nel paese, questo risultato ha permesso di iniziare ad alleggerire un po’ le regole del lockdown e permettere contatti sociali fino ad un massimo di sei persone appartenenti a nuclei familiari diversi. Il Governo è ovviamente molto cauto con le previsioni a lungo termine e dichiara di procedere con decisioni che terranno conto dei dati giornalieri di contagiati e vittime. 

Intensa la campagna di vaccinazione

Situazione Covid a Londra. L’intensa la campagna di vaccinazione nel paese: oltre 30 milioni hanno ricevuto la prima dose. Pari al 57% della popolazione e 3 milioni e mezzo anche la seconda. L’obiettivo è quello di arrivare alla vaccinazione dell’intera popolazione al di sopra dei 18 anni entro il 31 luglio. Un obiettivo raggiungibile se si continua a marciare a passo rapido come sta dimostrando il Regno Unito.

Una campagna vaccinale così efficiente è stata resa possibile da un’organizzazione logistica efficiente e dall’impegno in fase di sottoscrizione dei contratti di acquisizione delle dosi di vaccino sia di AstraZeneca che Pfizer e Moderna, si cui si attende l’arrivo di 500 mila dosi.  

Anche l’atteggiamento della popolazione inglese sembra aver ha aiutato molto la campagna di vaccinazione. Sebbene presenti, il numero dei no-vax è più basso di quelli di altri paesi tra cui l’Italia. Ciò soprattutto all’interno della categoria più a rischio, ovvero quella degli anziani.

Il tema della condivisione dei vaccini con altri paesi non sembra essere presa in considerazione. La dichiarata politica del governo inglese è quella di completare la copertura vaccinale della popolazione inglese prima di iniziare condividere eventuali dosi in surplus con altri paesi come l’Irlanda. In ritardo nella campagna di vaccinazione rispetto agli altri paesi europei.

Situazione Covid a Londra

La politica del governo inglese

La stretta attuata dal governo inglese si è rivelata vincente con una politica di lockdown serrato e una grande attenzione al divieto di contatti sociali extrafamiliari. 

La stretta in questi giorni si è allentata con la riapertura delle scuole e la possibilità di praticare sport all’aperto. Da lunedì gli inglesi sono tornati a giocare a golf, cricket, tennis, gold e a nuotare nelle piscine all’aperto.

Il premier Johnson ha assicurato che se la campagna vaccinale procederà senza intoppi è escluso un nuovo lockdown. Ha continuato precisando “Non vedo nulla nei dati che possa farci deviare dalla roadmap” ma invitando comunque i connazionali alla massima cautela.

Dall’analisi dei dati dipenderanno le altre riaperture e la ripresa di alcuni servizi. Stiamo parlando ad esempio di quelli di ristorazione, oggi consentita solo per asporto. Ancora in una cauta prospettiva di lungo periodo la riapertura al turismo e la possibilità di effettuare viaggi internazionali.

La situazione italiana

Diversa la situazione in Italia in cui ieri si è raggiunta la soglia dei tre milioni di persone vaccinate con la seconda dose. Grandi gli sforzi di Lombardia e Lazio che hanno superato il milione di dosi. L’obiettivo italiano è quello di effettuare una vaccinazione dell’80% della popolazione entro la fine del mese di settembre.

Malgrado il grande sforzo la situazione di Roma è molto diversa da quella di Londra. Al 30 marzo i nuovi casi sono circa 800 e si continua a fare purtroppo la conta delle vittime. Questo continua ad essere un problema rilevante per gli ospedali e soprattutto per le rianimazioni e rischia di mettere in difficoltà anche le agenzie di onoranze funebri a Roma.

I ritardi nelle vaccinazioni nel nostro paese derivano da problematiche diverse come i ritardi nelle forniture delle dosi di vaccino soprattutto in alcune regioni come la Toscana e dalla scarsità della platea di vaccinatori che si intende risolvere coinvolgendo farmacie, studi di medicina generale, studi privati e odontoiatri tra gli altri. Nel frattempo, nel paese i punti vaccinali sono cresciuti tramite l’individuazione di siti strategici come alcuni siti produttivi, palestre, scuole e strutture appartenenti alla grande distribuzione.

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