In India insufficienti anche i forni crematori per le vittime del Covid

Forni crematori in India. La grande difficoltà con cui l’India, uno dei paesi più popolati del mondo, sta affrontato l’ultima ondata della pandemia da Covid-19 desta grande preoccupazione. 

I dati degli ultimi giorni sono allarmanti: dagli oltre 200.000 casi del 14 aprile. Si tratta di un numero enorme. Si è passati bruscamente agli oltre 315.000 casi di ieri e i 259.170 nelle ultime 24 ore. In più con una tendenza che non lascia presagire miglioramenti. I numeri dei decessi sono ancora più devastanti: ieri oltre 2.074 in un solo giorno.

Queste cifre fanno comprendere quanto il sistema sanitario del paese sia al collasso. Con un numero di ospedalizzazioni in vertiginosa crescita, i posti in terapia intensiva inesistenti e la difficoltà a reperire ossigeno e i medicinali necessari per le cure. 

La quantità di decessi ha inoltre messo in crisi il sistema dei forni crematori. Questi, pur lavorando al massimo possibile, non riescono a smaltire l’enorme quantità di richieste. Le immagini che arrivano con centinaia di corpi in attesa di essere cremati sono terribili e testimoniano le difficoltà che il paese sta vivendo.

Tra tutte colpiscono allo stomaco le foto del crematorio di Nigambodh Ghat, con le file di cadaveri in attesa per la cremazione. Come mostrano le foto all’esterno del crematorio è stato inoltre allestito un sistema di pire tradizionali per la cremazione per cercare di sostenere il ritmo incessante con cui sempre nuovi corpi vengono portati. 

Negli altri crematori la situazione è pressoché la stessa e purtroppo non sembra possa migliorare in breve tempo. Anche per la costruzione di nuovi forni che supporteranno il lavoro di quelli esistenti si dovrà aspettare almeno un mese.

Il peggioramento delle condizioni in India

Agli inizi del mese di febbraio la pandemia era a detta delle autorità sotto controllo, con una quantità di nuovi casi che oscillava intorno ai 10.000. Quelli che per l’Italia sarebbero numeri da capogiro, per un paese come l’India potevano essere considerati sotto controllo. 

Purtroppo, questi numeri hanno fatto sì che le autorità abbassassero la guardia e permettessero la celebrazione di festività induiste con milioni di fedeli ad assistere in spazi ristretti. La situazione è diventata esplosiva in alcune zone del paese in cui milioni di persone hanno partecipato alle elezioni regionali. Tutto questo ha portato alla situazione di questi giorni assolutamente ingestibile per un paese fragile come l’India. 

Forni crematori e situazione in India

Un lockdown generalizzato, che potrebbe frenare l’andamento del virus, è considerato l’ultima risorsa disponibile in un paese la cui situazione economica è piuttosto delicata. In una situazione così difficile l’India si affida ad una campagna di vaccinazione di massa che si propone di vaccinare circa 900 milioni di abitanti di età superiore ai 18 anni.

La situazione in Italia

Con le dovute differenze dovute al numero degli abitanti e alla minore entità di gravità di questa ondata, la situazione italiana, e singolarmente quella dei Cimiteri Capitolini di Roma, è purtroppo analoga a quella indiana.

Forni crematori in Italia. Le immagini di centinaia di cofani allineati nei depositi in attesa della cremazione o della tumulazione e la testimonianza di numerose onoranze funebri a Roma lasciano comprendere quanto la situazione sia critica. La municipalizzata a cui è stato affidato il servizio, la principale difficoltà con cui si muove è dovuta all’aumento dei morti registrati negli ultimi mesi e dalla presenza di un unico forno crematorio. Questa situazione si assomma alle enormi difficoltà in cui si dibattono da anni i cimiteri della Capitale che testimonia anni di incuria e degrado.

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