Covid tra i giovani: aumentano i contagi in Campania

Covid tra i giovani. Dopo le festività natalizie la situazione Covid contagiati in Campania sembra essere abbastanza chiara. Tantissimi positivi in quarantena, di cui altrettanti asintomatici.

Il bollettino nazionale italiano di ieri, rilasciato questa mattina alle 9:00 ora di Roma, mostra un improvviso aumento del numero di nuovi casi e decessi dal 13% di positività al 22%. Lo stivale sta registrando un’impennata senza precedenti con quasi 500 ricoveri in più in 24 ore.

Il governo ha annunciato che farà tutto il possibile per evitare la chiusura delle scuole e fermare altre perdite di studenti. Anche se non c’è una data di rinvio fissata per la riapertura (gli istituti sono attesi tra il 7 e il 10 gennaio), i dirigenti hanno potuto valutare alcuni cambiamenti proposti dalle regioni come l’aumento dei giorni di riposo durante la stagione dell’influenza o consentire solo agli studenti vaccinati di rimanere a casa mentre quelli non immunizzati possono uscire prima se si sentono male con due malattie contagiose in una classe.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca si è espresso contro l’idea che i vaccini possano portare all’esclusione dei bambini dalla scuola. Egli ritiene che questa sarebbe una misura discriminatoria e ingestibile per le scuole, se attuata, perché trascura tutti gli altri fattori coinvolti nell’aprire le classi in tempo il più presto possibile o ritardare per sempre le date di iscrizione ancora più del previsto a causa solo della troppa domanda all’interno di risorse già strette.

La Campania sta vivendo un’epidemia di coronavirus. Finora, ci sono stati 5192 casi registrati con 29677 tamponi testati ieri e 3 decessi registrati! I pazienti ricoverati in ospedale per condizioni non critiche sono 718 ma quelli che erano in terapia intensiva? 55 persone che ne avevano più bisogno hanno avuto la vita salvata da questa nuova consapevolezza su quanto possano essere pericolosi questi virus se non trattati subito all’arrivo nelle strutture sanitarie come la nostra – il che significa che dovreste andare dal vostro medico prima che succeda qualcos’altro perché la prevenzione inizia qui!”.

Covid tra i giovani in Campania

«Nel quadro attuale di diffusione del contagio – dichiara il Governatore – fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio – che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta – e di sviluppare, in questi giorni, la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca. Non sarebbe di certo una misura ideale, ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico».

Covid tra i giovani

Con l’epidemia di casi di Covid rilevati nei bambini piccoli, è imperativo trovare il modo di fermare la diffusione di questo virus. Un nuovo studio mostra un aumento nelle ultime settimane per i bambini da sei a undici anni, ma non per i gruppi più vecchi né per quelli più giovani rispetto alle loro controparti in età scolare, il che può fornire qualche indicazione sul perché stanno diventando serbatoi piuttosto che solo portatori come prima, dove tutti sembravano infetti.

L’Istituto Nazionale Italiano per la Salute e la Sicurezza d’Oltremare (ISS) ha riferito che l’incidenza dell’influenza sembra essere in aumento. L'”ultima settimana” ha visto un aumento in tutte le fasce d’età: anche i 12-19enni hanno avuto numeri più alti della media, secondo il loro rapporto pubblicato il 31 dicembre 2021.”

Covid tra i giovani

“Nell’ultima settimana, si conferma l’andamento osservato nella precedente, con il 24% dei casi totali diagnosticati nella popolazione di età scolare (20 anni)- si legge nel Report- Il 42% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia d’età 6-11 anni, il 43% nella fascia 12-19 anni e solo il 10% e il 5% sono stati diagnosticati, rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni”.

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